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SUMMARY:Per una svolta garantista nella giustizia penale…. mobilitiamoci!
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DESCRIPTION:PROGRAMMA\n\n * ore 10.00\n\nLivio Pepino (Volere la Luna) – Le
	 ragioni dell’iniziativa\n\nAntonio Cavaliere (professore di diritto penal
	e – Università Federico II Napoli)\n– La giustizia penale in sofferenza\n\
	n * ore 10.45\n\nEmanuele De Franco (magistrato\, Magistratura democratica
	) Contro la decretazione\nd’urgenza in materia penale\n\nFranco Corleone (
	Società della Ragione) L’amnistia necessaria\n\nMargherita D’Andrea (avvoc
	ata e ricercatrice\, Giuristi democratici Modificare la\ndisciplina dell’i
	mmigrazione\n\nMaria Pia Scarciglia (avvocata – Antigone) Depenalizzare le
	 droghe leggere\n\nNello Rossi (direttore di Questione giustizia) Oltre og
	ni ragionevole dubbio. Il\nsistema delle impugnazioni\n\n * ore 11.45\n\nC
	he fare?\n\nInterventi Antigone Associazione Giuristi democratici Associaz
	ione Giuseppe\nBorrè e Carlo Verardi Associazione Studi giuridici su immig
	razione Camera penale\nNapoli Consiglio Ordine Avvocati Napoli Forum drogh
	e Magistratura democratica\nPsichiatria democratica Rete Resistenza Legale
	 Volere la Luna interventi liberi\n\n * ore 13.30\n\nChiusura dei lavori\n
	\nII referendum 9 passato. I problemi della giustizia penale\, delle garan
	zie nel\nprocesso\, del carcere\, della repressione indiscriminata di migr
	anti\, marginali e\ndissenzienli restano.\n\nII 28 febbraio scorso i deten
	uti erano 63.801\, più del doppio di quelli dei\nprimi anni Novanta\, quan
	do in Italia è stato raggiunto il picco dei reati. Tra i\npresenti in carc
	ere oltre 20.000 sono stranieri e altrettanti sono detenuti per\nviolazion
	i della legge sugli stupefacenti\, conseguenza perversa di un\nproibizioni
	smo ottuso e controproducente. Lo scorso anno i suicidi in carcere\nsono s
	tati — secondo i dati ufficiali del Dap — 76\, a cui vanno aggiunti 50\nde
	cessi per cause da accertare e\, nei primi tre mesi del 2026 già 14 detenu
	ti si\nsono tolti la vita.\n\nNegli ultimi 30 anni sono state ben 300 le l
	eggi che hanno aumentato i reati o\nle pene. In questa legislatura c’è chi
	 ha conteggiato oltre 60 nuovi reati o\naumenti di pena.\n\nE’ entrata nel
	l’ambito della rilevanza penale\, direttamente o per il tramite di\nreati 
	come il blocco stradale commesso con la sola interposizione del corpo\,\np
	ersino la resistenza passiva\, che nemmeno il fascismo si era spinto a\nco
	nsiderare un illecito. Ed è diventata un’aggravante la commissione di alcu
	ni\nreati nel corso di manifestazioni (circostanza che I’art. 62 n. 3 del 
	codice\nRocco considerava\, a determinate condizioni\, un’attenuante). II 
	controllo\ngiudiziario sulle limitazioni della libertà personale si attenu
	a lasciando il\ncampo a forme sempre più penetranti di controllo amministr
	ativo\, mentre è stato\nda ultimo inserito nel sistema addirittura il ferm
	o preventivo in occasione di\nmanifestazioni (retaggio dei sistemi ottocen
	teschi e del fascismo).\n\nIn questo quadro anche il processo assume curva
	ture sempre meno garantiste:\nnelle contestazioni\, nelle priorita\, nei t
	empi.\n\nSiamo consapevoli che la necessaria inversione di tendenza richie
	de tempi medi e\nuna prospettiva politica di Iungo respiro. E non pensiamo
	 certo che ciò possa\navvenire in quest’ultimo scorcio di legislatura. Tut
	tavia\, i prossimi mesi\nsaranno decisivi per dare alcuni segnali di disco
	ntinuità rispetto al recente\npassato. E saranno decisivi anche per costit
	uire un fronte ampio di giuristi che\nIo richiedano e si mobilitino per ot
	tenerlo. Nel dibattito referendario il\nrichiamo alle garanzie è stato abu
	sato. È tempo di dimostrare che non era un\nrichiamo solo strumentale.\n\n
	Ci sono alcuni temi che possono/devono essere affrontati subito\, prima de
	lla\nfine della legislatura\, per il loro valore in sé e per il segnale ch
	e\ncontengono. Non ignoriamo le difficolà politiche che si frappongono al 
	loro\nesame ma riteniamo che da un’ampia discussione al riguardo non si po
	ssa\nprescindere.\n\nCi liberiamo\, in particolare\, ai seguenti temi:\n\n
	1 – l’abbandono della logica dei “pacchetti sicurezza”\, a cominciare da q
	uello\ncontenuto nel decreto Iegge 24 febbraio 2026 n. 23\, di cui occorre
	 evitare la\nconversione in Iegge (per i suoi molteplici aspetti repressiv
	i di evidente\nincostituzionalità e per l’introduzione del già ricordato f
	ermo preventivo in\noccasione di manifestazioni)\;\n\n2 – un’amnistia e un
	 indulto tesi a riportare a livello fisiologico le presenze\nin carcere\, 
	comprensivi anche di fattispecie legate al conflitto sociale\, sulla\nfals
	ariga di quelli adottati con la Legge n. 282 del 21 maggio 1970 e il dPR n
	.\n283 del successivo 22 maggio\;\n\n3 – modifiche appropriate del testo u
	nito sull’immigrazione che consentano\npercorsi di regolarizzazione di chi
	 vive e lavora stabilmente in ltalia\n(eliminando così situazioni che alim
	entano criminalizzazione e sfruttamento) e\nche assicurino\, anche nei cas
	i di trattenimento ed espulsione\, i diritti\nfondamentali di chi vi è sot
	toposto (a partire daII’importante monito della\nCorte Costituzionale nell
	a sentenza n. 96 del 2025)\;\n\n4 – la depenalizzazione delle droghe legge
	re\;\n\n5 – alcune modifiche del sistema processuale che diano centralità 
	alle garanzie\,\nanche rivedendo il sistema delle impugnazioni e la genera
	le appellabilità delle\nsentenze assolutorie da parte del pubblico ministe
	ro.\n\nIn quesla situazione politica – Io ripetiamo – un approccio siffatt
	o può\napparire poco realistico\, ma siamo convinti che occorra creare le 
	condizioni\nculturali per il cambiamento e per un impegno corale dei giuri
	sti democratici in\ntaIe direzione.\n\nPer questo — per meglio definire la
	 piattaforma delle richieste e per iniziare a\ncostruire una rete stabile 
	di giuristi impegnati nel chiederne l’approvazione —\nci vedremo in un pri
	mo incontro nazionale il 6 giugno 2026 a Napoli.
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	ella-giustizia-penale-mobilitiamoci
LOCATION:Istituto Italiano per gli Studi Filosofici palazzo Serra di Cassan
	o - via Monte di Dio\, 14-15 a Napoli
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X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><strong>PROGRAMMA</strong></p><ul><li><p>or
	e 10.00</p></li></ul><p>Livio Pepino (Volere la Luna) – <strong>Le ragioni
	 dell’iniziativa</strong></p><p>Antonio Cavaliere (professore di diritto p
	enale – Università Federico II Napoli) – <strong>La giustizia penale in so
	fferenza</strong></p><ul><li><p>ore 10.45</p></li></ul><p>Emanuele De Fran
	co (magistrato, Magistratura democratica) <strong>Contro la decretazione d
	’urgenza in materia penale</strong></p><p>Franco Corleone (Società della R
	agione) <strong>L’amnistia necessaria</strong></p><p>Margherita D’Andrea (
	avvocata e ricercatrice, Giuristi democratici <strong>Modificare la discip
	lina dell’immigrazione</strong></p><p>Maria Pia Scarciglia (avvocata – Ant
	igone) <strong>Depenalizzare le droghe leggere</strong></p><p>Nello Rossi 
	(direttore di Questione giustizia) <strong>Oltre ogni ragionevole dubbio. 
	Il sistema delle impugnazioni</strong></p><ul><li><p>ore 11.45</p></li></u
	l><p><strong>Che fare?</strong></p><p>Interventi Antigone Associazione Giu
	risti democratici Associazione Giuseppe Borrè e Carlo Verardi Associazione
	 Studi giuridici su immigrazione Camera penale Napoli Consiglio Ordine Avv
	ocati Napoli Forum droghe Magistratura democratica Psichiatria democratica
	 Rete Resistenza Legale Volere la Luna interventi liberi</p><ul><li><p>ore
	 13.30</p></li></ul><p><strong>Chiusura dei lavori</strong></p><p><strong>
	II referendum 9 passato. I problemi della giustizia penale, delle garanzie
	 nel processo, del carcere, della repressione indiscriminata di migranti, 
	marginali e dissenzienli restano.</strong></p><p>II 28 febbraio scorso i d
	etenuti erano 63.801, più del doppio di quelli dei primi anni Novanta, qua
	ndo in Italia è stato raggiunto il picco dei reati. Tra i presenti in carc
	ere oltre 20.000 sono stranieri e altrettanti sono detenuti per violazioni
	 della legge sugli stupefacenti, conseguenza perversa di un proibizionismo
	 ottuso e controproducente. Lo scorso anno i suicidi in carcere sono stati
	 — secondo i dati ufficiali del Dap — 76, a cui vanno aggiunti 50 decessi 
	per cause da accertare e, nei primi tre mesi del 2026 già 14 detenuti si s
	ono tolti la vita.</p><p>Negli ultimi 30 anni sono state ben 300 le leggi 
	che hanno aumentato i reati o le pene. In questa legislatura c’è chi ha co
	nteggiato oltre 60 nuovi reati o aumenti di pena.</p><p>E’ entrata nell’am
	bito della rilevanza penale, direttamente o per il tramite di reati come i
	l blocco stradale commesso con la sola interposizione del corpo, persino l
	a resistenza passiva, che nemmeno il fascismo si era spinto a considerare 
	un illecito. Ed è diventata un’aggravante la commissione di alcuni reati n
	el corso di manifestazioni (circostanza che I’art. 62 n. 3 del codice Rocc
	o considerava, a determinate condizioni, un’attenuante). II controllo giud
	iziario sulle limitazioni della libertà personale si attenua lasciando il 
	campo a forme sempre più penetranti di controllo amministrativo, mentre è 
	stato da ultimo inserito nel sistema addirittura il fermo preventivo in oc
	casione di manifestazioni (retaggio dei sistemi ottocenteschi e del fascis
	mo).</p><p>In questo quadro anche il processo assume curvature sempre meno
	 garantiste: nelle contestazioni, nelle priorita, nei tempi.</p><p><strong
	>Siamo consapevoli che la necessaria inversione di tendenza richiede tempi
	 medi e una prospettiva politica di Iungo respiro. </strong>E non pensiamo
	 certo che ciò possa avvenire in quest’ultimo scorcio di legislatura. Tutt
	avia, i prossimi mesi saranno decisivi per dare alcuni segnali di disconti
	nuità rispetto al recente passato. E saranno decisivi anche per costituire
	 <strong>un fronte ampio di giuristi </strong>che Io richiedano e si mobil
	itino per ottenerlo. Nel dibattito referendario il richiamo alle garanzie 
	è stato abusato. È tempo di dimostrare che non era un richiamo solo strume
	ntale.</p><p>Ci sono alcuni temi che possono/devono essere affrontati subi
	to, prima della fine della legislatura, per il loro valore in sé e per il 
	segnale che contengono. Non ignoriamo le difficolà politiche che si frappo
	ngono al loro esame ma riteniamo che da un’ampia discussione al riguardo n
	on si possa prescindere.</p><p>Ci liberiamo, in particolare, ai seguenti t
	emi:</p><p>1 – l’<strong>abbandono della logica dei “pacchetti sicurezza”<
	/strong>, a cominciare da quello contenuto nel decreto Iegge 24 febbraio 2
	026 n. 23, di cui occorre evitare la conversione in Iegge (per i suoi molt
	eplici aspetti repressivi di evidente incostituzionalità e per l’introduzi
	one del già ricordato fermo preventivo in occasione di manifestazioni);</p
	><p>2 – un’<strong>amnistia e un indulto</strong> tesi a riportare a livel
	lo fisiologico le presenze in carcere, comprensivi anche di fattispecie le
	gate al conflitto sociale, sulla falsariga di quelli adottati con la Legge
	 n. 282 del 21 maggio 1970 e il dPR n. 283 del successivo 22 maggio;</p><p
	>3 – <strong>modifiche appropriate del testo unito sull’immigrazione</stro
	ng> che consentano percorsi di regolarizzazione di chi vive e lavora stabi
	lmente in ltalia (eliminando così situazioni che alimentano criminalizzazi
	one e sfruttamento) e che assicurino, anche nei casi di trattenimento ed e
	spulsione, i diritti fondamentali di chi vi è sottoposto (a partire daII’i
	mportante monito della Corte Costituzionale nella sentenza n. 96 del 2025)
	;</p><p>4 – la <strong>depenalizzazione delle droghe leggere</strong>;</p>
	<p>5 – alcune <strong>modifiche del sistema processuale che diano centrali
	tà alle garanzie</strong>, anche rivedendo il sistema delle impugnazioni e
	 la generale appellabilità delle sentenze assolutorie da parte del pubblic
	o ministero.</p><p><strong>In quesla situazione politica – Io ripetiamo – 
	un approccio siffatto può apparire poco realistico, ma siamo convinti che 
	occorra creare le condizioni culturali per il cambiamento e per un impegno
	 corale dei giuristi democratici in taIe direzione.</strong></p><p>Per que
	sto — per meglio definire la piattaforma delle richieste e per iniziare a 
	costruire una rete stabile di giuristi impegnati nel chiederne l’approvazi
	one — ci vedremo in un primo incontro nazionale il 6 giugno 2026 a Napoli.
	</p>
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